giovedì 10 novembre 2011

Franz o dell'invidia


7 dicembre 1764


Caro Hans,
queste righe giungono a te dopo un lungo attendere, ne sono cosciente. Pur sapendoti in apprensione per le mie vicissitudini non ti ho ragguagliato. Ti prego tuttavia di riporre ogni risentimento per il tempo necessario alla lettura di questa mia, poiché sono persuaso di poter infine trovare riparo sotto la vasta ala della tua comprensione. Come quella volta a Vienna, dove, disperato per la vuotezza e la sterilità delle mie idee, mi accingevo collerico a deludere anche l’ultimo committente che avesse riposto fiducia nelle mie capacità compositive; allora, pazientemente, ti sedesti al clavicembalo e componesti per me. Ricordo, nemmeno te ne ringraziai. Ebbene, è ora a te, fratello mio, che confido quanto segue senza più remore e affido le ceneri di quel fuoco che dentro mi ardeva. E che mi ha devastato.

martedì 1 novembre 2011

Prima del dormiveglia



Il celato osservarti ricordo,
adeguatamente filtrata
dall'appannamento dei vetri,
come mobile figura

d'una veduta impressionista.
Il me nei tuoi sensi cristallizzato
è tra tutti
il più saliente,

poiché nelle azioni
il più irripetibile.
Quel me espirante
che i suoi occhi sfidò

lanciandosi tremante
tra le fauci
del mondo grande e terribile
e ancora in volo comprese

che la metodica volontà
di evitar nell'esistenza
ogni fatica
era il peso estremo

che trascinava con sé.
Sappi dunque
o Diva
che al termine di questo giorno,

al quale vento e pioggia e grandine
hanno infine
concesso armistizio,
il tuo volto

è venuto a farmi visita
e, come un aedo,
sommamente ha cantato
del tempo in cui fummo,

finanche risvegliando
la memoria degli odori;
come supponeva,
domandai che restasse.

Come presagivo,
rispose di non potere.
Oh mente mia,
lascia che vada!

Ché ben sai
che certe repentine rimembranze
somigliano alla sosta del viandante:
la quale mai si muta

in definitiva permenanza.
Agile
un ghigno ha buon gioco
nell'eluder la mia coscienza

che, svagata sentinella,
tardi se ne ravvede.
Ma poco male:
è ormai prossimo il dormiveglia.

sabato 29 ottobre 2011

Varsavia 1983


La neve seguitava senza sosta ad ammantare la città, in quella tarda mattinata invernale. Tomasz il guercio ancora dormiva, accidenti a lui. Mi alzai e uscii, stanco di aspettarlo e in più spinto da una spontanea propulsione che da tanto non avevo più il privilegio d'ospitare nel mio cuore. Varsavia, finalmente Varsavia. Vi ero tornato solo la sera prima dopo due lunghi, tediosi anni di lontananza forzata per lavoro. Infilavo un passo dietro l'altro lungo Nowy Świat (1), piacevolmente sorpreso di non trovarla pattugliata dalla milicja (2); provai per un istante un sottile dispiacere nel rivedere alcune architetture, regalo non gradito dei russi, ma cose da nulla: ero di nuovo lì. E per restarci, stavolta.

sabato 22 ottobre 2011

Libia - The end is the beginning



Circa sette mesi fa, mentre a Bengasi si festeggiava, scrissi questo post per dire cosa pensavo sulla decisione dei volenterosi dell'Onu d'intervenire in Libia. Quel post lo conclusi con un interrogativo: cosa succederà se i ribelli, nonostante gli aiuti, non dovessero farcela? Bene, con sollievo questa domanda può rimanere inevasa, visto che il Cnt ce l'ha fatta. Su Gheddafi si è scritto, si scrive e si scriverà molto; di attentati, come tutti i dittatori, ne ha subiti molti in questi decenni, uno su tutti quello che ha provocato la strage Ustica (a questo proposito, l'ex leader libico accusò gli Stati Uniti di aver abbattuto il Dc-9 Itavia con un missile - strageustica.it, pag. 1405).