7 dicembre 1764
Caro Hans,
queste righe giungono a te dopo un lungo attendere, ne sono cosciente. Pur sapendoti in apprensione per le mie vicissitudini non ti ho ragguagliato. Ti prego tuttavia di riporre ogni risentimento per il tempo necessario alla lettura di questa mia, poiché sono persuaso di poter infine trovare riparo sotto la vasta ala della tua comprensione. Come quella volta a Vienna, dove, disperato per la vuotezza e la sterilità delle mie idee, mi accingevo collerico a deludere anche l’ultimo committente che avesse riposto fiducia nelle mie capacità compositive; allora, pazientemente, ti sedesti al clavicembalo e componesti per me. Ricordo, nemmeno te ne ringraziai. Ebbene, è ora a te, fratello mio, che confido quanto segue senza più remore e affido le ceneri di quel fuoco che dentro mi ardeva. E che mi ha devastato.
